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WebMCP: il nuovo standard web che fa usare i siti agli agenti AI, dalla ricerca al checkout

WebMCP permette a un sito di esporre agli agenti AI le operazioni che possono eseguire. Shopify l’ha attivato sui negozi Liquid, Chrome lo testa da giugno 2026.

Luca Di Domenico

Luca Di Domenico

· 4 min di lettura

In breve

WebMCP è un nuovo standard web con cui un sito dichiara agli agenti AI, tramite JavaScript, quali operazioni possono eseguire: cercare un prodotto, compilare un form, aggiungere al carrello, prenotare. Shopify l’ha attivato su tutti gli storefront Liquid senza configurazione, Chrome lo sperimenta con un origin trial annunciato a giugno 2026 e il browser dell’app desktop di ChatGPT lo supporta con i site tools. Su una web app esistente lo si può implementare chiedendolo a Claude Code o Codex, decidendo con cura quali operazioni concedere agli agenti.

WebMCP è un nuovo standard web che permette a un sito di dire direttamente agli agenti AI quali operazioni possono eseguire. Con WebMCP un agente può entrare in un e-commerce, cercare un prodotto, scegliere la variante giusta, aggiungerla al carrello e portarti fino al checkout. Senza cercare pulsanti sulla pagina.

Shopify l’ha già attivato su tutti i negozi Liquid, Chrome lo sta sperimentando da giugno 2026 e il browser integrato nell’app desktop di ChatGPT lo supporta già.

Come navigava un sito un agente AI prima di WebMCP?

Fino a oggi un agente AI che navigava un sito faceva più o meno quello che facciamo noi. Guardava la pagina, capiva dove fosse un pulsante, lo cliccava, compilava un campo e sperava che tutto funzionasse.

Il problema di questo approccio è che l’interfaccia di un sito è disegnata per gli occhi di una persona. Un agente AI deve interpretarla ogni volta, e basta un layout cambiato o un pulsante spostato per farlo sbagliare.

Come funziona WebMCP?

Con WebMCP cambia il meccanismo. Il sito dice all’agente: "Queste sono le operazioni che puoi fare". Per esempio:

  • cercare un prodotto
  • compilare un form
  • aggiungere un prodotto al carrello
  • prenotare un appuntamento

Tecnicamente il sito espone queste operazioni come tool tramite JavaScript. Ogni tool dichiara all’agente come si chiama, cosa fa, quali informazioni accetta e quale operazione esegue.

In pratica un sito con WebMCP ha una seconda interfaccia, costruita in codice e pensata per gli agenti AI invece che per gli esseri umani. L’agente chiama il tool giusto con i dati giusti, invece di indovinare dove cliccare.

Il nome richiama MCP, il Model Context Protocol, lo standard con cui gli agenti AI si collegano a strumenti esterni. La differenza è che con WebMCP i tool li fornisce la pagina web che hai aperto nel browser, senza un server o un connettore da configurare a parte.

Chi supporta già WebMCP?

WebMCP è ancora agli inizi, ma tre attori importanti si sono già mossi:

  1. Shopify ha attivato i tool WebMCP su tutti gli storefront Liquid, senza nulla da installare per il commerciante. Secondo il changelog di Shopify l’agente può cercare nel catalogo, leggere prodotti e varianti, gestire il carrello e procedere al checkout.
  2. Chrome ha aperto un origin trial di WebMCP a partire da Chrome 149, annunciato il 9 giugno 2026.
  3. ChatGPT supporta WebMCP nel browser integrato dell’app desktop: OpenAI chiama questa funzione site tools.

La maggior parte dei siti, oggi, non è ancora pronta per essere usata dagli agenti AI.

WebMCP serve solo agli e-commerce?

WebMCP riguarda qualunque web app, non soltanto gli e-commerce. Una web app può esporre tool per creare un progetto, modificare un documento, prenotare qualcosa, generare un report o eseguire qualsiasi altra operazione prevista dall’applicazione.

Chi usa Shopify ha già una parte del lavoro fatta. Chi ha una web app propria deve aggiungere i tool, e qui arriva la parte interessante.

Come si implementa WebMCP su una web app esistente?

Se hai già una web app, implementare WebMCP è molto più semplice di quanto pensi. Apri Claude Code, Codex o un altro agente dentro il progetto e gli chiedi qualcosa come:

Analizza questa web app e implementa i tool WebMCP per permettere a un agente di eseguire queste operazioni.

Poi descrivi cosa vuoi rendere disponibile agli agenti, per esempio ricerca, creazione e modifica. Claude Code o Codex implementano i tool necessari.

Il passaggio da non saltare è il controllo: devi decidere con cura quali operazioni permettere agli agenti AI. Un tool che legge un catalogo ha rischi diversi da un tool che modifica dati o completa un acquisto. È lo stesso ragionamento dei controlli di sicurezza da fare su un’app costruita con l’AI prima di pubblicarla.

Se la web app è quella della tua azienda e vuoi capire quali operazioni esporre e come, è il tipo di lavoro che seguo nei progetti di sviluppo software su misura.

Perché conviene iniziare adesso con WebMCP?

Secondo me questa è la parte che molti stanno sottovalutando. Nei prossimi anni una quota sempre più grande del traffico su internet arriverà da agenti AI che faranno le stesse operazioni di un utente: acquistare prodotti, prenotare chiamate, compilare richieste.

Preparare oggi un sito per gli agenti AI ricorda l’ottimizzazione per Google quando ancora nessuno aveva capito quanto fosse importante la SEO. Stiamo iniziando a costruire siti con due interfacce: quella per gli umani e quella per gli agenti.

Chi inizia oggi a costruire la seconda interfaccia si troverà avanti quando gli agenti inizieranno davvero a navigare il web al posto nostro. Il momento di provarlo sulla tua web app è adesso.

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