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I dati della tua azienda possono finire a chi allena l’AI: come succede e 3 cose da fare subito

Se il gestionale o il CRM in abbonamento fallisce o viene comprato, i tuoi dati passano al nuovo proprietario. Oggi c’è chi li vende per allenare l’AI.

Luca Di Domenico

Luca Di Domenico

· 4 min di lettura

In breve

I dati che un’azienda mette nei software in abbonamento (gestionale, CRM, Google Drive, WhatsApp) sono protetti solo finché il fornitore resta com’è: se fallisce o viene comprato, passano al nuovo proprietario. Esiste già un mercato in cui startup chiuse vendono chat, email e ticket interni, con incassi fino a 100.000 dollari per azienda, e tra gli acquirenti ci sono i laboratori AI. Le difese pratiche sono tre: leggere cosa dicono i termini del fornitore in caso di acquisizione, tenere i dati più sensibili su strumenti open source installati in azienda, e far sviluppare bene gli eventuali tool su misura.

I dati della tua azienda possono finire a chi allena l’intelligenza artificiale senza che nessuno te lo dica. Succede quando il software in abbonamento in cui li metti fallisce o viene comprato: i dati passano al nuovo proprietario. E oggi chi allena i modelli AI paga per avere dati di aziende vere.

Perché i tuoi dati in abbonamento non sono al sicuro per sempre?

Ogni giorno un’azienda mette clienti, fatture e conversazioni dentro software in abbonamento: il gestionale, il CRM, Google Drive, WhatsApp. Questi fornitori scrivono che i dati sono al sicuro.

Quella promessa vale solo finché il fornitore resta com’è. Se il software fallisce o viene acquisito, i dati fanno parte di quello che passa al nuovo proprietario.

Chi compra i dati delle aziende per allenare l’AI?

Il mercato esiste già. Ci sono startup che chiudono e rivendono le chat su Slack, le email e i ticket interni come dati di addestramento per l’AI.

  • Fino a 100.000 dollari per azienda: è la forbice di incassi, da 10.000 a 100.000 dollari, riportata per le vendite gestite da SimpleClosure, una società che accompagna le startup nella chiusura (Gizmodo, aprile 2026).
  • Oltre 150 operazioni: tante ne ha gestite Asset Hub, la piattaforma di SimpleClosure per vendere codice e dati di lavoro. Tra gli acquirenti ci sono i laboratori che sviluppano i modelli AI di base (MIT Technology Review, ottobre 2026).

Il motivo è semplice. Per insegnare a un modello AI a lavorare come un’azienda servono conversazioni, documenti e processi di aziende reali. Su internet pubblico non si trovano.

Un fallimento può davvero far vendere dati sensibili?

Sì, ed è già successo con i dati più sensibili che esistano. 23andMe, la società americana dei test sul DNA, è fallita. Il tribunale fallimentare ha approvato la vendita dell’azienda, compresi i dati genetici di milioni di clienti (comunicato 23andMe, 30 giugno 2025).

Il caso 23andMe mostra il meccanismo: quando un’azienda fallisce, i dati dei clienti diventano un bene da vendere insieme al resto.

Cosa puoi fare da domani per proteggere i dati aziendali?

Secondo me ci sono tre cose da fare subito.

1. Leggi i termini del tuo gestionale

Apri i termini e le condizioni del gestionale e cerca cosa succede ai tuoi dati in caso di acquisizione o cessione. Se i termini non ne parlano, hai un problema.

2. Tieni i dati più sensibili su strumenti open source

Per i dati più sensibili valuta strumenti open source: software il cui codice puoi scaricare e installare sui sistemi della tua azienda. Esistono CRM, analytics e archivi di documenti open source che fanno lo stesso lavoro di quelli in abbonamento. La differenza è che i dati restano da te.

Io lo faccio con gli analytics. Dal 15 ottobre 2026 uso Plausible Community Edition, la versione open source di Plausible, installata con Docker sul mio server al posto dell’abbonamento a plausible.io. Plausible registra le visite dei miei tre siti, compreso questo, e ci ho importato lo storico che avevo su plausible.io. Ogni notte un backup automatico salva il database e la configurazione, sempre sul mio server. Le statistiche dei miei siti non passano più da un fornitore esterno.

3. Se ti serve un tool su misura, fallo fare bene

Oggi, con l’AI, sviluppare in casa un tool su misura costa molto meno di qualche anno fa. Ma va fatto da chi ha le competenze: un software fatto male espone più dati di un software in abbonamento. Per questo nello sviluppo software su misura la sicurezza dei dati va progettata dall’inizio, e prima di pubblicare un’app costruita con l’AI servono controlli di sicurezza precisi.

Chi deve occuparsene in azienda?

Chi decide quali software usare in azienda è la persona che deve porsi questa domanda. Quasi nessuno ci pensa al momento dell’abbonamento.

Se nella tua azienda scegli tu gli strumenti, il momento di controllare dove finiscono i tuoi dati è adesso.

Fonti

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