AI Development

Un bambino di 7 anni costruisce un videogioco con l’AI: cosa conta davvero per costruire software senza saper programmare

Il creatore di Claude Code non scrive codice a mano da novembre 2025. Per costruire un prodotto con l’AI contano problema, regole, verifica e distribuzione.

Luca Di Domenico

Luca Di Domenico

· 3 min di lettura

Grafica su fondo nero con due riquadri: «Bambino di 7 anni costruisce un videogioco con l’AI», 803K view, e «“Programmare è risolto”: il creatore di Claude Code dal 2025 non scrive più codice a mano», 1,1M view; in basso la scritta “Il codice è risolto. Il giudizio no, e quello è il tuo.”

In breve

Un bambino di sette anni si sta costruendo un videogioco descrivendo all’AI cosa vuole, senza scrivere una riga di codice, e il video ha superato le 800.000 visualizzazioni. Il creatore di Claude Code, che da novembre 2025 non scrive più codice a mano, ha dichiarato che programmare è un problema risolto, e distingue: programmare è una cosa, fare ingegneria del software è un’altra, e quella parte è ancora aperta. L’AI ha abbassato la barriera tecnica; il giudizio su cosa costruire, per chi e quando il risultato è davvero corretto resta decisivo, e nasce dalla conoscenza di un mestiere, di un cliente o di un mercato. Se non programmi: parti dal problema, scrivi prima le regole importanti, prova il prodotto come farebbe il tuo cliente e pensa alla distribuzione.

🧒 Un bambino di sette anni si sta costruendo un videogioco da solo.

Non scrive una riga di codice. Descrive all’AI i giochi che gli piacciono, guarda cosa produce e le dice: “hai sbagliato, rifallo meglio”. Il video ha superato le 800.000 visualizzazioni.

«Programmare è un problema risolto»: la frase del creatore di Claude Code

Negli stessi giorni, il creatore di Claude Code, uno degli strumenti più usati al mondo per programmare con l’AI, ha scritto una frase che ha generato un grande dibattito: “programmare è un problema risolto”.

Da novembre 2025 non scrive più codice a mano, ma continua a costruire software ogni giorno.

Sembra la fine di un mestiere. Per chi non programma, invece, è l’inizio di un’opportunità.

Cosa resta aperto: l’ingegneria del software

L’AI è diventata molto brava a scrivere codice. Ma costruire un prodotto che funziona richiede molto altro: capire cosa serve davvero, riconoscere quando il risultato sembra corretto ma non lo è, farlo usare a persone reali e capire cosa migliorare.

Lo dice lo stesso creatore di Claude Code: programmare è una cosa, fare ingegneria del software è un’altra.

E quella parte, per sua stessa ammissione, non è ancora risolta. Il codice generato dall’AI continua ad avere errori, inefficienze e soluzioni inutilmente complicate.

La frase e la distinzione vengono dalla puntata del podcast di Lenny Rachitsky del 19 febbraio 2026, in cui Boris Cherny, il creatore di Claude Code, racconta di non modificare a mano una riga di codice da novembre 2025; il 21 agosto 2026 ha ribadito su X che «coding is solved, bugs are not yet solved».

Tradotto per chi non è sviluppatore: l’AI ha reso molto più accessibile una competenza che prima richiedeva anni di studio. Ma non ha sostituito il giudizio necessario per decidere cosa costruire, come deve funzionare e quando il risultato è davvero corretto.

Da dove nasce il giudizio

Quel giudizio nasce dalla conoscenza di un mestiere, di un cliente o di un mercato.

È il vantaggio di un freelance, del titolare di un’attività o di chi vive ogni giorno un problema concreto.

Quattro punti su cui concentrarti se non programmi

💡 Se non programmi e vuoi costruire qualcosa con l’AI, concentrati su ciò che determina davvero il risultato:

1. Parti dal problema, non dallo strumento.

Definisci con precisione cosa deve fare il prodotto e per chi, prima ancora di aprire un’AI.

2. Scrivi prima le regole importanti.

Prezzi, gestione dei dati, vincoli legali e decisioni critiche non possono essere lasciati all’interpretazione del modello.

3. Prova il prodotto come farebbe il tuo cliente.

Se qualcosa sembra funzionare ma non l’hai verificato davvero, il lavoro non è finito.

4. Pensa alla distribuzione.

Un prodotto che nessuno usa resta un esercizio. Chi lo troverà? Perché dovrebbe provarlo? E perché dovrebbe tornare?

La barriera si è abbassata, il giudizio vale di più

La barriera tecnica che teneva fuori molte persone si è abbassata enormemente.

Ora conta ancora di più sapere quale problema risolvere, per chi e come capire se lo hai risolto bene.

Tu, l’ultima cosa che hai costruito o vorresti costruire con l’AI, da dove sei partito: dal problema o dallo strumento? 👇🏻

Fonti

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