AI Development

ArtCraft non ha clonato Adobe con REA: Photoshop, Lightroom, Word e le altre app sono riscritte da zero con l’AI, in clean-room

ArtCraft ha riscritto Photoshop, Lightroom, Word e altre app in Rust con Claude, partendo da specifiche pubbliche e osservazione: senza REA né reverse engineering.

Luca Di Domenico

Luca Di Domenico

· 3 min di lettura

In breve

Brandon Thomas, lo sviluppatore dietro ArtCraft, ha pubblicato versioni gratuite e open source di Photoshop, Premiere, Illustrator, Lightroom, After Effects, InDesign e Acrobat, e pochi giorni dopo di Word, Excel e PowerPoint, scritte da zero in Rust con Claude. Non hanno nulla a che fare con REA, il progetto di reverse engineering uscito negli stessi giorni: ogni app si dichiara clean-room, costruita solo da specifiche pubbliche e osservazione del programma originale, e le regole di LightCraft vietano esplicitamente di leggere i programmi di Adobe. I progetti sono in alpha: WordCraft stima di essere a circa il 60% della strada per sostituire Word nel lavoro reale.

No, non hanno clonato Adobe grazie a REA.

Da domenica sera sta girando questa voce, e la sto leggendo anche nei commenti ai miei video. Ma è sbagliata, e il motivo è più interessante della voce stessa.

Cos’è ArtCraft: Adobe e Office riscritti da zero in Rust

Partiamo dai fatti. Brandon Thomas, lo sviluppatore dietro il progetto ArtCraft, ha pubblicato versioni gratuite e open source di Photoshop, Premiere, Illustrator, Lightroom, After Effects, InDesign e Acrobat. Pochi giorni dopo sono arrivati anche Word, Excel e PowerPoint. Le ha scritte da zero in Rust, con Claude come strumento principale per il codice.

Le sette app Adobe sono state raccontate da PetaPixel il 7 ottobre 2026; i cloni di Word, Excel e PowerPoint si chiamano WordCraft, GridCraft e DeckCraft e stanno nella organizzazione GitHub di ArtCraft.

REA e ArtCraft: due progetti che non c’entrano l’uno con l’altro

REA invece è un altro progetto, uscito più o meno negli stessi giorni. Serve a fare reverse engineering, cioè a guardare dentro un programma esistente, decompilarlo e capire come è stato scritto. Le due notizie sono finite nello stesso calderone, ma non c'entrano niente l'una con l'altra.

Cosa vuol dire clean-room: specifiche pubbliche e osservazione

Ho controllato i loro repository su GitHub. Nel codice non c'è nessun riferimento a REA. Ogni app si dichiara "clean-room", cioè costruita partendo da due sole fonti.

Il README di PhotoCraft dice “implemented from public specs and observed behaviour only”, quello di WordCraft “built from public specifications and observation”.

La prima sono le specifiche pubbliche. Adobe ha pubblicato quella del formato PSD, il PDF è uno standard ISO, i codec video hanno specifiche internazionali. Chi riscrive Photoshop sa già esattamente come è fatto un file .psd, senza dover aprire Photoshop.

Le due specifiche: Adobe Photoshop File Formats Specification e ISO 32000-2:2020 (PDF 2.0).

La seconda è l'osservazione. Si usa il programma originale come farebbe un utente, si guarda cosa fa e si scrive il proprio codice finché il risultato è uguale.

Perché LightCraft vieta di leggere i programmi di Adobe

Anzi, le loro regole interne vanno nella direzione opposta a REA. Quelle di LightCraft, il clone di Lightroom, vietano esplicitamente di leggere i programmi di Adobe. Non è un dettaglio, è una scelta legale. Se dimostri di non aver mai guardato il codice originale, nessuno può accusarti di averlo copiato. È la stessa tecnica che negli anni '80 permise a Compaq di rifare il BIOS di IBM e costruire i primi PC compatibili.

La regola è nel file AGENTS.md di LightCraft: “Clean-room. Never read/disassemble anything inside Adobe app bundles”. Sul caso Compaq, vedi la voce Clean-room design.

La notizia vera: una persona sola, con l’AI, al posto di team interi

Quindi la notizia vera non è "l'AI ha smontato Adobe". È che una sola persona, con l'AI, ha riscritto da zero software che ha richiesto anni a team interi. Ed è ancora in alpha. Word, per esempio, secondo gli stessi autori è rifatto per circa il 60%.

Il README di WordCraft si definisce in alpha e stima di essere “about 60% of the way to replacing all of Word for real work”.

Lo stesso rapporto tra una persona e gli agenti AI è quello con cui lavoro nello sviluppo software con AI per aziende.

Il reverse engineering e la riscrittura da specifiche sono due strade diverse. Confonderle porta a pensare che ormai ogni software si possa copiare premendo un bottone. Non è così, ma quello che sta succedendo è comunque enorme.

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